Una tomba a camera rupestre nella sconosciuta Necropoli Le Sane presso Grotte di Castro.
Itinerari turistici, escursionistici e fotografici fra la Teverina umbro-laziale, l'Alta Tuscia e la Valle del Paglia
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venerdì 24 aprile 2026
venerdì 20 marzo 2026
Colombario nei pressi della Civita di Grotte di Castro
Poche ma importanti tracce rimangono dell'antico abitato che sorgeva sulla cosiddetta "Civita" di Grotte di Castro, situata poco a sud dell'omonimo paese nei pressi del Lago di Bolsena. Se una certa tradizione locale ha sostenuto per molto tempo una corrispondenza con la leggendaria città etrusca di Tiro, gli archeologi hanno rifiutato quest'ipotesi, malgrado il nome originario della località rimanga tutt'oggi misterioso e dibattuto.
martedì 20 gennaio 2026
Grotte nella Valle delle Urla...
Diverse grotte si aprono ai piedi della rupe che sorge al centro della misteriosa "Valle delle Urla", presso Grotte di Castro...
mercoledì 17 dicembre 2025
La Necropoli del Lauscello
Una delle tombe etrusche della sconosciuta Necropoli del Lauscello, ubicata nel Comune di Castel Giorgio e non lontana dal Lago di Bolsena. E' risalente al III-IV secolo a. C. e non è stata ancora del tutto riportata alla luce. Una "chicca" su cui soffermarsi mentre si percorre il Cammino del Miracolo.
venerdì 5 dicembre 2025
Una cantina a Castro
Ai margini occidentali delle Terre dei Sogni riposano le rovine di Castro, "città ideale" farnesiana nata sul finire del Cinquecento e rasa al suolo il secolo dopo. Se in superficie i resti sono pochissimi, rimangono integri i sotterranei e le cantine che talvolta, con prudenza, si possono esplorare.
lunedì 24 novembre 2025
La Via Cava delle Centocamere a Grotte di Castro
La piccola ma suggestiva Via Cava delle Centocamere si apre alle spalle della collina che ospita l'omonima necropoli presso Grotte di Castro.
venerdì 7 novembre 2025
Il maniero nella nebbia
Il Castello della Sala accentua il suo aspetto fiabesco allorquando è immerso lievemente nella nebbia.
mercoledì 5 novembre 2025
La torre di Parrano
Una torre di avvistamento medievale spicca tra le mura del borgo-castello di Parrano, esempio di incastellamento perfettamente preservatosi fino ad oggi.
lunedì 27 ottobre 2025
sabato 4 ottobre 2025
Il castello fra le brume
Il fiabesco Castello della Sala, risalente al 1350, appare fra il verde e le brume della Valle del Chiani, offrendo un "quadro" mozzafiato e "fuori dal tempo".
venerdì 3 ottobre 2025
La chiesetta fra i vigneti della Sala
Una deliziosa chiesetta spicca ai bordo dei pregiati vigneti dell'antica Tenuta della Sala, tra Ficulle ed Allerona.
giovedì 2 ottobre 2025
Il Castello della Sala
Sede dell'omonima Tenuta, l'elegante Castello della Sala appare di colpo percorrendo la tortuosa strada provinciale da Allerona Scalo verso Ficulle.
domenica 14 settembre 2025
La torre di Montegabbione
La torre di Montegabbione è uno degli elementi più caratteristici del borgo e venne edificata a cavallo fra il XIV e il XV secolo nell'ambito delle lotte fra le famiglie più potenti di Orvieto. Ma il primitivo castrum risale probabilmente al XI secolo, ad opera di uno dei conti della zona, dopo di che iniziò a svilupparsi intorno al castello un vero e proprio paese.
domenica 7 settembre 2025
Il Castello della Sala nel verde
Il Castello della Sala, presso Ficulle, sorge in una zona di altissimo valore paesaggistico e rinomata per le numerose aziende vitivinicole, una delle quali ha sede nel maniero stesso.
venerdì 2 maggio 2025
La chiesetta di Agliano
La Teverina è terra di "borghi-fantasma" a causa sia dello spopolamento sempre più accentuato negli ultimi decenni sia per la natura stessa del territorio, soggetto a terremoti, frane e smottamenti. La celebre Civita di Bagnoregio è di certo il luogo più famoso in tal senso ma si possono incontrare tanti piccoli gioielli ancora del tutto sconosciuti al turismo: è questo il caso di Agliano, solitario borgo rurale ormai del tutto abbandonato, situato su un'antica via oggi ripresa dal Cammino dei Tusci e affacciato sul "capoluogo" Civitella d'Agliano nonché sulla fantastica Valle dei Calanchi.
lunedì 14 aprile 2025
Il "Primo Sasso del Predicatore"
La Selva di Malano si estende sulla destra orografica del Fiume Vezza, affluente del Tevere e porta all'apice la ricchezza di reperti archeologici, spesso misteriosi, che caratterizzano quest'affascinante vallata. Una valle che assume talvolta i connotati di una forra o comunque ne presenta le asperità tipiche, come balze, rupi e calanchi che tradiscono la complessità geo-morfologica della zona. Nella foto ecco il cosiddetto "Primo Sasso del Predicatore", che precede il "Secondo", poco distante. Si tratta di nomi arbitrari scaturiti da un mix fra la fantasia popolare della zona e le suggestioni degli escursionisti. Fatto sta che si sta delineando negli ultimi anni una vera e propria toponomastica spontanea della valle - vero "museo rupestre" a cielo aperto (gratuito) - per segnalare manufatti di cui il mondo accademico si è accorto solo recentemente e che rimangono avvolti dal mistero, riportandoci alle epoche più antiche, allorquando gli uomini popolarono queste fertili terre di cui apprezzavano senza dubbio le risorse ma di cui percepivano anche la sacralità.
venerdì 28 marzo 2025
Il Castello di Corbara
Antico castrum medievale, il Castello di Corbara domina l'omonimo borgo nei pressi di Baschi ed è sede di una vasta ed importante azienda agricola, specializzata nella viticoltura.
domenica 23 marzo 2025
La Torre Bizantina di Montecchio
La cosiddetta "Torre Bizantina" (oggi restaurata e affiancata da alcuni casali) ricorda il passato di Montecchio quale baluardo di confine, nell'Alto Medioevo, tra il Ducato Longobardo di Spoleto e il Corridoio Bizantino.
giovedì 20 marzo 2025
Mura etrusco-romane a Bolsena
I resti delle mura-etrusco romane di Bolsena, o meglio dell'antico abitato di Volsinii Novi, sono ben visibili dalla Via Orvietana.
mercoledì 19 marzo 2025
La Via Cassia-Francigena a Montefiascone
Nei pressi di Montefiascone - laddove, in direzione di Viterbo, la medievale Via Francigena coincide con la romana Via Cassia - troviamo il tratto in assoluto più lungo e meglio conservato in Italia dell'antica strada che collegava Roma a Lucca e al porto della Lunigiana (cioè a Luni, da cui le navi romane salpavano per il Mar di Liguria, per la Corsica e per la Francia). Per alcune centinaia di metri il basolato è rimasto pressoché intatto ma esso si prolunga in modo meno compatto ancora a lungo nella campagna via via più solitaria, con lo sfondo del Monte Jugo.
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